2010

L’Aminta

Posted in opere teatrali, scenografia a 15 di Carina Sandoval

In “Pastoral Drama”, Sampson dice che la scenografia pastorale solo aveva bisogno d’allestimenti generici come alberi, capanne, e ogni tanto un tempio. Come la scenografia è basicamente dettata dal genere pastorale, non c’è molto da trovare nel testo che sia importante da includere per questo spettacolo specificamente. Addizionalmente, tutti gli eventi drammatici succedono non sul palco, ma sono raccontati tra monologhi lunghi dai personaggi che li hanno testimoniati. Allora, non c’è bisogno di cambio d’allestimento perché la scena non cambia.

Galli Stampino, Maria. Staging the Pastoral: Tasso’s Aminta and the Emergence of Modern Western Theatre

Storicamente, c’era piú interesse in l’Aminta come opera letteraria che come uno spettacolo teatrale.

L’Aminta non è stata rappresentata molte volte che sappiamo. Studi recenti di compagnie di commedia dell’arte hanno stabilito che l’Aminta era un piéce de résistance per molti di loro. Ferdinando Taviani dice:

“probabilmente, entrò nel repertorio delle compagnie, come questo che quegli attori, che noi immaginiamo recitare solo all’improvviso, impararono piú volte a memoria e concertarono, per rappresentarlo quando il loro pubblico avesse loro richiesto uno spettacolo di poesia”. (pp. 18)

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